Nel modello indotto dall’esposizione allo stress cronico abbiamo osservato una compromessa acquisizione di comportamenti appetitivi che si accompagna a ridotte risposte dopaminergiche a stimoli gratificanti naturali. Con studi successivi abbiamo dimostrato che l’attività pro-motivazionale e anti-anedonica di un trattamento farmacologico non è del tutto sovrapponibile agli effetti definiti simil-antidepressivi, in linea con le evidenze cliniche. Infatti, mentre alcuni farmaci antidepressivi tipici non mostrano nel modello effetti pro-motivazionali e anti-anedonici (es., fluoxetina), o attenuano l’anedonia motivazionale solo in sottopopolazioni di animali (es., imipramina), il trattamento con litio induce effetti pro-motivazionali, sia comportamentali che neurochimici. Abbiamo dimostrato attività pro-motivazionale e anti-anedonica anche dopo trattamenti ripetuti con clozapina o aripiprazolo, due antipsicotici atipici, e con un farmaco agonista dei PPARα, utilizzato in clinica con indicazioni metaboliche. I risultati ottenuti sull’anedonia motivazionale confermano la validità del modello e ne suggeriscono l’utilità per lo studio dei meccanismi che sottendono i deficit motivazionali e le risposte ai trattamenti.
Ricercatori coinvolti: